
martedì 15 aprile 2008
Frèdèric Beigbeder

martedì 6 novembre 2007
Enzo Biagi ...

Il giornalista Enzo Biagi e' morto oggi alle 8 nella clinica Capitanio a Milano. "Mi incanta la gente semplice - diceva - quella che festeggia gli anniversari, crede nei proverbi, nel risparmio, nelle vacanze e sa che nessuno e' perfetto e che, prima o poi, si deve morire".
Prima parte
Seconda parte
- Cos'è che detesti dell'immagine della Campania che i media dipingono?
Le menzogne pubblicitarie. La presunta città della cultura, i musei che sono il salotto cittadino, Cannavaro e D’Alessio che appaiono come i pedagoghi delle nuove generazioni, e sono l’assoluto contrario di qualsiasi idea di sacrificio, impegno e cristallinità. E poi anche il folklore più basso, la terra della pizza e della mozzarella. Il sottosviluppo, la città degli scippi, del traffico e del rumore. Detesto anche questi luoghi comuni un po’ razzisti e petulanti. Tutto ciò che serve a coprire, a ridurre a minima comune idiozia una delle realtà più complesse in assoluto. Questo io odio. Quando c’è stata la rivolta delle banlieu parigine la prima cosa che hanno fatto diversi sociologi e intellettuali francesi è venire a Scampia e vedere come funzionavano gli equilibri di potere, come era possibile che la più grande periferia del mediterraneo non avesse mai subito situazioni di rivolta totale. Scoprirono così la camorra gli esperti francesi. Qui lo devono ancora fare i nostri. Tratto da un'altra intervista
Video Inerenti:
Il 18 aprile 2002, durante la visita di Stato a Sofia in Bulgaria Berlusconi, da circa un anno Presidente del Consiglio rende una assai discussa dichiarazione (soprannominata dai suoi oppositori il "diktat bulgaro" o l'"editto di Sofia"):
Berlusconi -- manda via Biagi dalla televisione Diktat Bulgaro
Biagi - Il Fatto, lettera a Berlusconi
Il ritorno di Enzo Biagi su Rai 3
lunedì 23 luglio 2007
Dio è morto
Le religioni orientali nacquero nella ricchezza; ecco perchè la mentalità occidentale si sta interessando sempre di più alle religioni orientali. Certo, la religione del Buddha sta avendo un grande impatto; lo Zen si sta diffondendo rapidamente. Come mai? Perchè nacquero dalla ricchezza.
L'occidente è nella stessa condizione che portò il Buddha ad interessarsi alla meditazione. Era la ricerca di un uomo ricco. E altrettanto avvenne con l'induismo e il giainismo. Queste tre grandi religioni indiane nacquero dal benessere; ecco perchè l'occidente è inevitabilmente attratto da queste religioni orientali.
L'oriente sta perdendo contatto con le proprie religioni. L'India non può permettersi di capire il Buddha, perchè è un paese povero. In realtà, gli indiani poveri vengono convertiti al cristianesimo. Gli americani ricchi si convertono al buddismo, all'induismo, al Vedanta, mentre gli intoccabili -gli ultimi degli ultimi in India- stanno diventando cristiani. Lo capisci? Queste religioni esercitano un certo fascino sui poveri; ma non hanno alcun futuro, poichè il mondo diventerà ricco.
Esiste una religione senza Dio?
- Quando per la prima volta, i teologi occidentali s'imbatterono nella letteratura buddista e giainista, rimasero perplessi: com'era possibile definire religioni queste filosofie atee? Potevano essere chiamate filosofie, ma come potevano essere considerate religioni? Per loro era inconcepibile, perchè la religione ebraico-cristiana ritiene che per essere religiosi, Dio sia la più essenziale delle ipotesi.La persona religiosa ha timore di Dio, mentre questa gente sostiene che Dio non esista, e quindi non ha senso averene paura.
Tratto dal libro: "una vertigine chiamata vita" di Osho
- Tiziano Terzani - Il senso della vita
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domenica 22 aprile 2007
Alla mia Nazione
ma nazione vivente, ma nazione europea:
e cosa sei? Terra di infanti, affamati, corrotti,
governanti impiegati di agrari, prefetti codini,
avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi,
funzionari liberali carogne come gli zii bigotti,
una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino!
Milioni di piccoli borghesi come milioni di porci
pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti,
tra case coloniali scrostate ormai come chiese.
Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti,
proprio perché fosti cosciente, sei incosciente.
E solo perché sei cattolica, non puoi pensare
che il tuo male è tutto male: colpa di ogni male.
Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo.
martedì 3 aprile 2007
Spot nel post
Messaggio subliminale in Bianca e Bernie
Tutti i metodi di lavaggio del cervello usati dalla propaganda politica e dalla pubblicità industriale devono essere messi al bando.
I metodi in questione sono pericolosi, non solo perchè ci inducono ad acquistare cose di cui non abbiamo bisogno e che non desideriamo, ma anche perchè ci persuadono a scegliere rappresentanti politici di cui non avremmo bisogno e che non desidereremmo se fossimo nel pieno possesso delle nostre facoltà mentali. In realtà, non siamo affatto padroni delle nostre menti, perchè la propaganda da cui siamo bombardati fa ricorso a metodi ipnotici. E, per combattere questo pericolo via via crescente, dobbiamo impedire l'uso di tutte le forme ipnotizzanti di propaganda sia per quanto riguarda le merci, sia per quanto riguarda i personaggi politici.
Non dubito che studi approfonditi mostreranno come il danno causato dall'intossicazione da droghe sia solo una frazione del danno prodotto dai metodi di lavaggio del cervello in uso nella nostra società, e che vanno dai suggerimenti subliminali a espedienti semipnotici come la continua ripetizione o la distrazione del pensiero razionale mediante l'appello sessuale.
Il bombardamento operato con metodi puramente suggestivi in campo pubblicitario, sopratutto per quanto riguarda gli spot televisivi e simili, è idiotizzante; è un attacco contro la ragione e il senso della realtà, che perseguita l'individuo ovunque e in ogni momento: durante le ore passate davanti al televisore, mentre guida su un'autostrada, mentre presta orecchio alla propaganda politica, e via dicendo.
L'effetto particolare di questi metodi suggestivi è di creare un'atmosfera di intontimento, in cui si è svegli solo a mezzo, si crede e non si crede, si perde il senso della realtà.
Tratto da: "Avere o essere" di Erich Fromm
Altre fonti interessanti da andare a vistare:
Disinformazione esempi di pubblicità subliminale nel cartaceo e nei film.
Per sapere chi è stato "l'inventore" del messaggio subliminale clicca quì.
domenica 1 aprile 2007
Il mondo nuovo

E' stato trasformato in un oggetto, sente le sue forze vitali come un investimento che gli deve dare il massimo profitto ottenibile alle condizioni di mercato del momento. Le relazioni umane sono essenzialmente quelle degli automi, ognuno dei quali basa la propria sicurezza tenendosi vicino al gregge e non divergendo nel pensiero, nei sentimenti o nell'azione.
La nostra civiltà offre molti palliativi che aiutano la gente ad essere "coscientemente inconscia" di questa solitudine: primo fra tutti la stretta routine del lavoro meccanico, burocratico, che aiuta la gente a restare inconscia dei più fondamentali desideri umani, del desiderio di trascendenza e di unità. Finchè la routine da sola non ci riesce, l'uomo supera la propria inconsapevole disperazione mediante la routine dei divertimenti, della consumazione passiva dei suoni e delle immagini offerti dalla industria del divertimento.
Sotto molti aspetti la società del Mondo Nuovo può essere considerata utopica e ideale: l'umanità è finalmente libera da preoccupazioni, sana, tecnologicamente avanzata, priva di povertà e guerra, permanentemente felice. L'ironia tuttavia è che questa condizione ideale è ottenuta sacrificando le cose che generalmente consideriamo importanti per l'essere umano: la famiglia, l'amore, la diversità culturale, l'arte, la religione, la letteratura e la filosofia. In questo senso la società del Mondo Nuovo è una "distopia", cioè un'utopia ironica o negativa.
Nel corso del romanzo, spesso i personaggi citano gli slogan imparati durante il condizionamento che hanno ricevuto, ne cito alcuni: "Mai rimandare a domani il divertimento che potete avere oggi", "tutti sono felici,al giorno d'oggi". È considerato normale essere molto mondani, avere una vita sessuale totalmente promiscua, allontanare i pensieri negativi con il soma, praticare sport ed essere, in genere, buoni consumatori .
La felicità odierna dell'uomo consiste nel "divertirsi". Divertirsi significa consumare e comprare cibi, bevande, sigarette, gente, libri, film, ecc. tutto è consumato, inghiottito. Il mondo è un grosso oggetto che suscita i nostri appettiti, una grossa mela, una grossa bottiglia, un grosso seno; noi siamo i consumatori, gli uomini in eterna attesa, gli speranzosi, e gli eterni delusi.
Prefazione tratta da: "L'arte di amare" di Erich Fromm
martedì 20 marzo 2007
Neo Rinascimento

161 exabyte di informazioni digitali. E’ quanto l’umanità ha prodotto nel 2006, secondo le stime di Idc, un istituto di ricerca specializzato in nuove tecnologie.
La cifra è mostruosa e secondo l’Idc è stata raggiunta considerando tutti i possibili canali di distribuzione digitale e tutte le tipologie di messaggi che possono essere veicolate sotto forma di 0 e 1: le email e i video su YouTube, ma anche le foto, gli sms, le confessioni sui blog e le canzoni distribuite tramite MySpace.
Scrive Brian Bergstein di Associated Press:
161 exabyte corrispondono a dodici pile di libri dalla terra al sole. Oppure a tre milioni di volte tutti i libri mai scritti nella storia dell’uomo.
Alessandro Baricco nel libro "I Barbari" dice:
"Lo so, l'obiezione è: quel che sta in rete, per quanto enorme sia la rete, non è il sapere. O almeno, non è tutto il sapere. Per quanto derivata, spesso, da una certa incapacità a usare google, è un'obiezione, sensata: ma non illudetevi troppo.
Pensate che non sia stato lo stesso per la stampa e Gutenberg? Avete in mente le tonnellate di cultura orale, irrazionale, esoterica che nessun libro stampato ha mai potuto contenere? Ci pensate a tutto quello che è andato perso perchè non entrava nei libri?
La rete ,come la stampa, non è un innocente contenitore che ospita il sapere, ma una forma che modifica il sapere a propria immagine."
martedì 27 febbraio 2007
Azar Nafisi

Tornata in Iran, ha ottenuto una borsa di studio dall’Università di Oxford e ha insegnato Letteratura Inglese all’Università di Teheran, alla Free Islamic University e all’Allameh Tabatai University of Iran.
Nel 1995 è stata espulsa dall’Università di Teheran per aver rifiutato di portare il velo e ha fondato un circolo di lettura con sette allieve, che si riunivano clandestinamente in casa sua una volta alla settimana per discutere di letteratura occidentale e della propria condizione nella Repubblica Islamica.
Lasciò l’Iran per l’America nel 1997. Alcuni suoi testi sono apparsi su New York Times, Washington Post, Wall Street Journal e New Republic.
E’l’autrice di Anti-Terra: A Critical Study of Nabokov’s Novels (Teheran, 1994). Leggere Lolita a Teheran è apparso per la prima volta nel 2003, ed è oggi al primo posto nelle classifiche e nelle vendite americane. Vive a Washington col marito e due figli.
(tratto da www.festivaletteratura.it)

Per vedere i video intervista clicca sotto:
venerdì 16 febbraio 2007
Elogio della Follia
Le orecchie dei politici, dirà qualcuno, rifuggono dalla verità: e appunto per questo evitano i saggi, temendo che ne spunti per avventura uno così franco da osar di dire il vero piuttosto che il gradevole. Questa è la realtà: i Politici detestano la verità.(Liberamente ispirato da "Elogio della Follia" di Erasmo da Rotterdam)
- Osservate con quanta previdenza la natura, madre del genere umano, ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia. Infuse nell'uomo più passione che ragione perché fosse tutto meno triste, difficile, brutto, insipido, fastidioso. Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza, la vecchiaia neppure ci sarebbe. Se solo fossero più fatui, allegri e dissennati godrebbero felici di un’eterna giovinezza. La vita umana non è altro che un gioco della Follia. (da Elogio della follia) Testo del "Elogio della Follia"
Giordano Bruno , (Nola, 1548 – Roma, 17 febbraio 1600) è stato un filosofo e teologo italiano, condannato per eresia dalla Chiesa cattolica (vedi Inquisizione), morì sul rogo.

mercoledì 7 febbraio 2007
La gabbianella e il gatto

"No! Ho paura! Zorba! Zorba!" stridette Fortunata beccando le mani dell'umano.
"Aspetta. Posala sulla balaustra" miagolò Zorba.
"Non avevo intenzione di buttarla giù" disse l'umano.
" Ora volerai, Fortunata. Respira. Senti la pioggia. E' acqua. Nella tua vita avrai molti motivi per essere felice, uno di questi si chiama acqua, un altro si chiama vento, un altro ancora si chiama sole e arriva sempre come una ricompensa dopo la pioggia. Senti la pioggia. Apri le ali" miagolò Zorba.
La gabbianella spiegò le ali. I riflettori la inondavano di luce e la pioggia le copriva di perle le piume. L'umano e il gatto la videro sollevare la testa con gli occhi chiusi.
"La pioggia. L'acqua. Mi piace!" stridette.
"Ora volerai" miagolò Zorba........
Il protagonista del meravigioso romanzo di Luis Sepùlveda, è il gatto Zorba. Dovete sapere che egli era in realtà il suo gatto, o come lo definisce lui: compagno di sogni, racconti, avventure.
Ad un certo punto della sua vita divenne triste e malinconico, dando segni di inappetenza; il veterinario visitandolo scoprì un cancro polmonare in stato avanzato.
Per evitargli una morte atroce e dolorosa, si pensò di risparmiargli il dolore aiutandolo semplicemente a lasciare la vita.
Vi riporto alcune parole della postfazione dell'autore riguardo la vicenda:
Ogni parola, inframmezzata di singhiozzi, cadeva sul suo nero mantello come una carezza, confermandogli la nostra solidarietà, e dicendogli che, poco a poco, il nostro amore per lui ci portava verso la più dolorosa delle scelte.
A Zorba sarà fatta un'iniezione che lo addormenterà. Che in sogno lo porterà in un mondo senza cani e senza neve, pieno di tetti grandi e soleggiati, di alberi infiniti. E lui, dalla cima di uno di questi, ci guarderà, per ricordarci che mai si dimenticherà di noi.
Il suo mantello splende sotto la luce della lampada. Nelle mani, mentre lo accarezzo, tanta tristezza e un senso di impotenza. Egli è testimone di tante pagine. Ha condiviso con me la solitudine e il gran vuoto che ti arrivano addosso dopo aver messo il punto conclusivo a un romanzo.
Gli ho reciato i miei dubbi e le poesie che penso di scrivere, un giorno.
Zorba.
Domani, per amore, ti perderò, grande compagno.
venerdì 26 gennaio 2007
Oceano mare
Sabbia a perdita d'occhio, tra le ultime colline e il mare - il mare - nell'aria fredda di un pomeriggio quasi passato, e benedetto dal vento che sempre soffia da nord.
La spiaggia. E il mare.
...
Perchè nessuno possa dimenticare di quanto sarebbe bello se, per ogni mare che ci aspetta, ci fosse un fiume, per noi. E qualcuno - un padre, un amore, qualcuno - capace di prenderci per mano e di trovare quel fiume - immaginarlo, inventarlo - e sulla sua corrente posarci, con la leggerezza di una sola parola, addio. Questo, davvero, sarebbe meraviglioso.
Sarebbe dolce, la vita, qualunque vita. E le cose non farebbero male, ma si avvicinerebbero portate dalla corrente, si potrebbe prima sfiorarle e poi toccarle e solo alla fine farsi toccare. Farsi ferire, anche. Morirne. Non importa. Ma tutto sarebbe, finalmente, umano. Basterebbe la fantasia di qualcuno - un padre, un amore, qualcuno. Lui saprebbe inventarla una strada, qui, in mezzo a questo silenzio, in questa terra che non vuole parlare. Strada clemente, e bella. Una strada da qui al mare.
...
domenica 14 gennaio 2007
Daniel Pennac
Daniel Pennac, professore di francese in un liceo parigino, è autore della serie di romanzi di straordinario successo centrati sulla figura di Benjamin Malaussène.Nel 2002 ha vinto il premio internazionale Grinzane Cavour " Una vita per la letteratura ".
Piccoli brani divertenti tratti dai suoi libri:
Un vecchio proverbio "taoista" di Belleville dice:
"Se un giorno, dopo una vittoria, contemplandoti nudo allo specchio scoprirai un secondo paio di testicoli, che il tuo cuore non si gonfi di orgoglio, figlio mio, vuol dire semplicemente che ti stanno inculando".
Ho fatto un sogno:
C'è un tale, un alpinista, che cade... dunque questo alpinista cade, precipita, precipita, la corda si spezza e lui si attacca con la punta delle dita ad un lastrone di granito coperto di ghiaccio. Sotto di lui, duemila metri di vuoto.
Il tizio aspetta un attimo, con i piedi penzolanti nel vuoto, e alla fine domanda, con una vocina sottile: "C'è qualcuno?". Niente. Ripete, un pò più forte: "C'è qualcuno?". Una voce profonda, che sorge dal nulla, sale allora fino a lui: "Sì," dice la voce "ci sono io, Dio!".
Per vedere il video clicca sotto:
Letture consigliate:
domenica 7 gennaio 2007
Lettera a un giovane poeta

Voi domandate se i vostri versi siano buoni. Lo domandate a me. L'avete prima domandato ad altri. Li spedite riviste. Li paragonate con altre poesie e v'inquietate se talune redazioni rifiutano i vostri tentativi. Ora vi prego di abbandonare tutto questo. Voi guardate fuori, verso l'esterno e questo sopratutto voi non dovreste ora fare. Nessuno vi può consigliare e aiutare, nessuno. C'è una sola via. Penetrate in voi stessi. Ricercate la ragione che vi chiama a scrivere; esaminate s'essa estenda le sue radici nel più profondo luogo del vostro cuore, confessatevi se sareste costretto a morire, quando vi si negasse di scrivere. Questo anzitutto: domandatevi nell'ora più silenziosa della vostra notte: devo io scrivere? Scavate dentro voi stesso per una profonda risposta. E se questa dovesse suonare consenso, se v'è concesso affrontare questa grave domanda con un forte e semplice "debbo", allora edificate la vostra vita secondo questa necessità. La vostra vita fin dentro la sua più indifferente e minima ora deve farsi segno e testimonio di quest'impulso. Poi avvicinatevi alla natura.
Se la vostra vita quotidiana vi sembra povera, non l'accusate; accusate voi stesso, che non siete assai poeta da evocarne la ricchezza; chè per un creatore non esiste povertà nè luoghi poveri e indifferenti. E se anche foste in carcere, le cui pareti non lasciassero filtrare alcuno dei rumori del mondo fino ai vostri sensi-non avreste ancora sempre la vostra infanzia, questa ricchezza preziosa, regale, questo tesoro dei ricordi? Rivolgete in quella parte la vostra attenzione.
E se da questo viaggio all'interno, da questa immersione nel proprio mondo giungono versi , allora non penserete a interrogare alcuno se siano buoni versi; nè tenterete d'interessare per questi lavori le riviste: chè in loro vedrete il vostro caro possesso naturale, una parte e una voce della vostra vita.
Una opera d'arte è buona, s'è nata da necessità.
Tratto da: "Lettere a un giovane poeta" scritto da Rainer Maria Rilke
lunedì 1 gennaio 2007
Stefano Benni

È autore di vari romanzi e antologie di racconti di successo, tra i quali Bar Sport, Elianto, La compagnia dei celestini, Baol, Comici spaventati guerrieri, Saltatempo, Margherita Dolcevita.
Ha collaborato con i settimanali L'Espresso e Panorama, con i satirici Cuore e Tango, il mensile Linus, i quotidiani La Repubblica e Il Manifesto.
Nel 1989 ha inoltre diretto un film, Musica per vecchi animali, tratto dal suo romanzo Comici spaventati guerrieri ed è sceneggiatore del film Topo Galileo, interpretato dall'amico Beppe Grillo e musicato da Fabrizio De Andrè.
Io non so se Dio esiste, ma
se non esiste ci fa una figura migliore.
Per vedere il video clicca sotto:
venerdì 15 dicembre 2006
Le città invisibili

Due modi ci sono per non soffrirne.
Il primo riesce facile a molti:
accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più.
Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui:
cercare chi e cosa, in mezzo all'inferno non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.
mercoledì 6 dicembre 2006
Milan Kundera

La vertigine è qualcosa di diverso della paura di cadere.La vertigine è la voce del vuoto sotto
di noi che ci attira, che ci alletta, è il desideriodi cadere, dal qualeci difendiamo con paura.*Italo Calvino scriveva:Il suo romanzo ci dimostra come nella vita
tutto quello che scegliamo e apprezziamo come leggero non tarda a rivelare il
proprio peso insostenibile.tratto da "lezioni americane".