Un assordante miscuglio di note e voce entrano nella testa, mentre i passi sulla strada avanzano; la realtà assume i toni surreali della canzone che si sta ascoltando e tutto può apparire diverso: più dolce o più aggressivo, più angosciante o più gioioso. Nella mente si susseguono e si evocano ricordi legati a quel brano.
Succede questo a chi s’infila nelle orecchie quei nuovi oggetti che hanno il nome composto di sigle strane o da codici. E’ la nuova tendenza imposta dal mercato.
C’è una sorta di distanza tra noi assorti nelle onde sonore e la realtà, ma ho constatato immediatamente che l’alienazione da noi stessi si fa sempre maggiore.
Ci s’immerge nella musica per non pensare, per estraniarsi e ci si chiude in un mondo che appartiene solo a noi.
Questo fenomeno di massa si chiama: individualismo. Ci stiamo distanziando dalle persone, dall’emozioni e questo inaridisce le nostre coscienze, trasformandoci in egoisti. Bisogna opporsi a quest’eccessiva omologazione, e la direzione in cui ci sta spingendo la nostra società. A volte mi rendo conto che sembriamo tutti marionette manipolate dall’alto.
Abbiamo una paura incredibile di rimanere soli con noi stessi anche solo per un momento. Che sia un brano di musica o che sia uno dei soliti film o treni di pensiero (train of thoughts?) nella cui illusione preferiamo perderci non ha molta importanza. Se non e' zuppa e' pan bagnato.
RispondiEliminaxxCate