venerdì 15 dicembre 2006

Le città invisibili



Italo Calvino scrive questo pensiero che per la mia vita ha rappresentato
un punto di riferimento centrale:
*
-L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme.
Due modi ci sono per non soffrirne.

Il primo riesce facile a molti:
accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più.

Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui:
cercare chi e cosa, in mezzo all'inferno non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.

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